La crescente diffusione dell’uso della tecnologia nella società a scopi sociali e comunicativi, oltre a una serie di indubbi vantaggi, porta con sé anche rischi legati all’abuso del digitale che possono esitare in nuovi disagi come l’Internet fatigue. In campo lavorativo, a partire dal 2020, è stato individuato un nuovo fenomeno denominato dai media Zoom Fatigue: si tratta di una sensazione di stanchezza mentale ed esaurimento fisiologico, cognitivo ed emotivo derivante dall’uso intensivo, prolungato e/o ripetuto degli strumenti di videoconferenza.
L’abuso dell’online può generare sintomi quali: stanchezza, preoccupazione, ansia; mal di testa e irritabilità; ridotta capacità di concentrarsi e impegnarsi fino a diminuire i livelli di motivazione; depersonalizzazione e desiderio di isolarsi.
In questo webinar abbiamo inquadrato la Zoom Fatigue attraverso una breve rassegna delle principali ricerche e dei modelli individuati in ambito lavorativo generale, per poi entrare nel merito del lavoro dello psicologo clinico, che ha seguito lo stesso percorso portando alla digitalizzazione del setting: abbiamo approfondito il fenomeno della Zoom Fatigue in psicoterapia online, presentando un modello che contempla non solo le criticità (fattori affaticanti) ma anche le possibili vie d’uscita (fattori defaticanti) per un approccio clinico al digitale che sia costruttivo, efficace e rispettoso del benessere anche del/la terapeuta.